Sensori per PLC
Introduzione
Section titled âIntroduzioneâUn sensore è un elemento sensibile che converte una grandezza fisica in una grandezza elettrica: I, V, R, C, L. Tale grandezza elettrica va poi condizionata (filtrata, amplificata e/o stabilizzata) per poter essere letta correttamente dal microcontrollore. Le operazioni di condizionamento vengono fatte da componenti elettroniche normalmente presenti a bordo della scheda del sensore.
Il trasduttore è costituito dallâinsieme di sensore ed elettronica di condizionamento del segnale. Nella pratica, spesso sensore e trasduttore sono usati come sinonimi, sottintendendo che un sensore si porti dietro anche la relativa elettronica di condizionamento.
Un sensore si sceglie in base a:
- applicazione di utilizzo (cosa misura il sensore),
- tipo di comunicazione di uscita (tensione o corrente analogica, bus di campo, âŚ),
- risoluzione/precisione di misura (valore intero o decimale e con quante cifre significative dopo la virgola),
- tempo di campionamento (ogni quanto tempo serve la misura).
Tipologia di connessione
Section titled âTipologia di connessioneâCome si connette un sensore ad un PLC?
| Tipologia di sensore | ModalitĂ di connessione con il PLC |
|---|---|
| Digitale ON/OFF passivo | due fili: uno per il morsetto di un modulo di ingressi digitali e uno da connettere al pin comune (COM). |
| Digitale ON/OFF attivo | tre fili: segnale, alimentazione, massa |
| Digitale con bus di campo | cavo con connettore per il bus di campo o direttamente al modulo di comunicazione |
| Analogico | due, tre e quattro fili da connettere al modulo degli ingressi analogici e allâalimentazione |
I parametri principali di un sensore sono: sensibilitĂ , ripetibilitĂ , campo di misura, isteresi, precisione, risoluzione, cicli di vita, frequenza di commutazione, tempo di risposta.
Tipologie di sensori: presenza, prossimitĂ , finecorsa, luminositĂ , temperatura, pressione, umiditĂ , concentrazione di sostanze chimiche, portata, livello fluido, distanza, peso, deformazione, campo magnetico, velocitĂ , forza, velocitĂ e direzione del vento (anemometro), pioggia (pluviometro), fumo, presenza di acqua, radioattivitĂ , ecc.
Effetti fisici
Section titled âEffetti fisiciâEffetto fisico utilizzato dal sensore:
-
Effetto Seebeck: se una giunzione tra due metalli viene scaldata si produce una differenza di potenziale ai terminali liberi,
-
Effetto termoresistivo: la resistenza varia con temperatura,
-
Effetto Hall: se si applica un campo magnetico perpendicolarmente ad una superficie conduttrice percorsa da corrente, si genera un campo elettrico,
-
Effetto Sonar: unâonda sonora ultrasonica rimbalza sulle superfici,
-
Effetto Doppler: la frequenza di unâonda sonora varia al variare della velocitĂ di movimento relativo tra emettitore e ricevitore,
-
Effetto ottico/fotoconduttivo: la luce visibile e infrarossa rimbalzano sulle superfici,
-
Induzione elettromagnetica: su una bobina immersa in un campo magnetico variabile si produce una corrente,
-
Variazione di resistenza/capacitĂ /induttanza con la posizione: la geometria di un circuito fa variare la resistenza/capacitĂ /induttanza del circuito stesso,
-
Effetto piezoelettrico: un materiale piezoelettrico, se sottoposto a deformazione meccanica, produce corrente,
-
Effetto piezoresistivo: un materiale piezoresistivo, se sottoposto a deformazione meccanica, varia la sua resistenza,
-
Effetto magnetostrittivo: un materiale magnetostrittivo, se sottoposto ad un campo magnetico, si deforma.
Effetto Seebeck: termocoppia
Section titled âEffetto Seebeck: termocoppiaâQuando una giunzione tra due metalli viene riscaldata si produce ai terminali liberi una differenza di potenziale. Tale tensione è funzione della differenza di temperatura tra la giunzione e i terminali liberi, in base ad una caratteristica che solitamente è non lineare.
In relazione ai metalli usati nella giunzione, le termocoppie vengono classificate secondo lo standard ANSI con lettere maiuscole.
La caratteristica temperatura-tensione della termocoppia è non lineare, soprattutto per escursioni di temperatura rilevanti: .
Per determinare il corretto valore di temperatura a partire dalla misura della tensione è necessario quindi eseguire unâoperazione di linearizzazione tramite uno dei seguenti metodi:
- inversione della relazione ,
- Look-Up Table: ricerca di un valore approssimato memorizzato in una tabella di dati (noti a priori, da osservazioni sperimentali).
La look-up table è preferibile per lâimplementazione software su processori dalle prestazioni limitate.
Ă meno dispendioso fare una query su una tabella di valori, piuttosto che calcolare il risultato di una funzione matematica.
Effetto Termoresistivo: termoresistenza RTD
Section titled âEffetto Termoresistivo: termoresistenza RTDâLe termoresistenze, chiamate RTD (Resistance Thermal Detector), sono dispositivi in cui il valore di resistivitĂ varia al variare della temperatura secondo la legge approssimata:
con resistenza nominale (a 0°C).
Le termoresistenze sono costituite da sottili fili di materiale conduttore avvolti su supporti isolati, di forma cilindrica o piatta.
Effetto Hall
Section titled âEffetto HallâTrasduttori di posizione magnetici
Section titled âTrasduttori di posizione magneticiâPer la rilevazione in forma discreta della posizione, si usano trasduttori sensibili al campo magnetico basati sullâeffetto Hall. Questi trasduttori sono impiegati in:
- sensing del campo generato dai magneti del motore (es. brushless),
- rilevazione del campo generato da magneti montati sullâasse.
Quando un campo magnetico viene applicato perpendicolarmente ad una superficie conduttrice percorsa da corrente, si genera un campo elettrico perpendicolare sia al verso di scorrimento della corrente che alla direzione del campo magnetico (vedi Quarta Equazione di Maxwell).
La differenza di potenziale cosĂŹ generata dipende dallâintensitĂ e dalla direzione del campo magnetico e della corrente:
B (con la soprallineatura) è il vettore del campo magnetico, I è il vettore della corrente, è lâangolo compreso tra i loro versori e K è una costante che dipende dalla geometria di costruzione del sensore.
K è inversamente proporzionale allo spessore del conduttore: gli elementi sensibili dei sensori ad effetto Hall sono in genere piastrine conduttrici molto sottili.
Questo sensore viene utilizzato per misurare la corrente I, lâangolo o il campo magnetico B. Tale campo può anche essere generato per induzione da una corrente che scorre in un altro circuito in prossimitĂ della piastrina: si possono realizzare sensori di corrente intrinsecamente isolati (nessun contatto elettrico tra il circuito di misura ed il percorso della corrente da misurare).
Sensori di prossimitĂ magnetici
Section titled âSensori di prossimitĂ magneticiâI sensori di prossimitĂ magnetici rivelano il campo magnetico generato da un magnete permanente montato appositamente sullâoggetto da rilevare. Questi sensori si basano sul principio dei contatti Reed o sullâeffetto Hall.
I modelli realizzati con contatti Reed hanno una velocitĂ di commutazione bassa (fino 50 Hz), mentre i modelli realizzati con sensori ad effetto Hall possono commutare a velocitĂ elevate (anche migliaia di Hz). Le portate nominali dipendono dalla potenza del campo generato dal magnete. Questi sensori non possono essere usati in prossimitĂ di grosse fonti elettromagnetiche.
Effetto Reed: sensori magnetici
Section titled âEffetto Reed: sensori magneticiâIl contatto Reed è un interruttore a lamina (normalmente aperto) che si chiude in presenza di un campo magnetico.
Allâavvicinarsi di un magnete, nelle due lamine di materiale si generano due polaritĂ opposte, che fanno tendere le due lamine allâavvicinamento.
Ultrasuoni
Section titled âUltrasuoniâSensori di distanza ad ultrasuoni
Section titled âSensori di distanza ad ultrasuoniâQuesti sensori si compongono di:
- TX: emettitore,
- RX: ricevitore.
Il sensore genera un impulso sonoro propagato dallâemettitore ed attende lâonda riflessa che viene letta dal ricevitore. Le onde sonore rimbalzano sugli oggetti variando direzione e verso. Conoscendo la velocitĂ di propagazione del suono nellâaria e misurando il tempo che intercorre tra segnale emesso e ricevuto (lâeco), si può utilizzare la relazione per calcolare la distanza dellâoggetto.
Sensori di prossimitĂ ad ultrasuoni
Section titled âSensori di prossimitĂ ad ultrasuoniâLo stesso principio si può usare sulle piccole e sulle grandi distanze. I sensori di prossimitĂ ultrasonici dispongono di funzionalitĂ evolute:
- settaggio della distanza di commutazione,
- uscita analogica per la trasduzione della distanza dellâoggetto rilevato,
- settaggio del campo sensibile,
- programmazione software delle impostazioni dello strumento.
Con prossimitĂ si intende che questi sensori riescono a rilevare i centimetri e anche i millimetri.
La velocità di commutazione di questi sensori di prossimità è bassa, ma si hanno vantaggi significativi:
- portate nominali molto elevate (fino a
10 m), - immuni ai disturbi elettromagnetici,
- rilevazione di oggetti di qualsiasi materiale (eccetto quelli fonoassorbenti),
- rilevazione di oggetti senza che questi siano stati preventivamente preparati,
Una superficie troppo piccola o orientata malamente (non ortogonale alla direzione di lettura del sensore) può non assicurare la generazione di unâeco rilevabile.
Effetto Doppler: sensori di velocitĂ
Section titled âEffetto Doppler: sensori di velocitĂ âLâeffetto Doppler è un fenomeno che mette in relazione la variazione di frequenza di un suono con la velocitĂ di movimento della sorgente (nel suono stesso). La velocitĂ di movimento può anche essere intesa anche come avvicinamento o allontanamento tra la sorgente del suono e lâosservatore o il sensore (che percepisce lâeffetto Doppler).
Un suono è piÚ acuto quando la sua frequenza è maggiore ed è invece piÚ grave quando la sua frequenza diminuisce.
Quando osservatore e sorgente si avvicinano, il suono percepito dallâosservatore è piĂš acuto del suono originale (la frequenza cresce). Quando invece osservatore e sorgente si allontanano, il suono ha unâacutezza minore del suono originale (la frequenza diminuisce).
Il sensore invia dei segnali a ultrasuoni che vengono rimbalzati dallâoggetto in movimento. Misurando la differenza di frequenza tra lâonda trasmessa e quella ricevuta si riesce a stimare la velocitĂ .
I vantaggi piĂš importanti sono:
- rilevamento senza contatto,
- affidabili in condizioni ambientali critiche,
- rilevamento preciso anche di piccoli oggetti,
- insensibilitĂ a caratteristiche riflettenti e proprietĂ superficiali dellâoggetto.
Effetto piezoelettrico: sensori inerziali di vibrazione
Section titled âEffetto piezoelettrico: sensori inerziali di vibrazioneâIl principio di funzionamento di un sensore inerziale è basato sullâinerzia di un corpo che, sottoposto ad unâazione meccanica, tende a spostarsi dalla sua posizione di riposo.
Questo principio viene sfruttato per esempio nei sensori inerziali piezoelettrici. Un rivelatore inerziale piezoelettrico sfrutta le proprietĂ di alcuni cristalli, i quali generano una differenza di potenziale quando sono sottoposti ad una sollecitazione meccanica.
Questo tipo di rivelatore è solitamente composto da una sottile piastrina contenente uno strato di cristallo di quarzo, che a seguito di un urto (esercitato sulla superficie dove lâinerziale è installato), produce una lieve corrente elettrica. Questa corrente viene gestita e analizzata da unâapposita scheda di elaborazione.
Sensori inerziali di vibrazione trovano applicazione nella manutenzione predittiva di complessi apparati industriali sfruttando la firma vibrazionale come elemento di diagnostica.
Effetto Wiedemann: sensori di posizione magnetostrettivi
Section titled âEffetto Wiedemann: sensori di posizione magnetostrettiviâI materiali ferromagnetici godono della proprietĂ di magnetostrizione.
Lâapplicazione di un campo magnetico a materiali ferromagnetici causa una deformazione della struttura cristallina, risultando in una variazione nelle dimensioni e nella forma del materiale.
Un materiale che possiede una magnetostrizione positiva si espande quando magnetizzato. Al contrario, in presenza di una magnetostrizione negativa, il materiale si contrae.
La magnetostrizione è un effetto bidirezionale: lâapplicazione di un campo magnetico causa deformazione fisica e, viceversa, esercitando uno stress fisico su un materiale magnetostrettivo esso varierĂ le sue proprietĂ magnetiche. Questo è detto effetto Villari.
Encoder
Section titled âEncoderâsensori ottici di posizione
Gli encoder ottici possono essere incrementali o assoluti.
Sono dispositivi costituiti da un disco che ruota solidale ad un organo di trasmissione meccanica (es. albero motore) e da un insieme di trasmettitori (es. led) e rilevatori ottici (es. fotodiodi, fototransistor).
Gli encoder assoluti forniscono la posizione assoluta dellâalbero motore allâinterno di un angolo giro.
Gli encoder incrementali producono una coppia di onde quadre dalle quali, contandone i fronti di salita, si riesce a calcolare quanti step (âpassiâ) sono stati fatti rispetto alla partenza. Non sono sensori di posizione assoluta.
Si utilizza una coppia di emettitori di luce (sfasati tra loro) ed una corrispondente coppia di ricevitori (anchâessi sfasati). Il disco ha delle zone in cui passa la luce e permette ai ricevitori di ricevere gli impulsi luminosi. Il fatto di avere due ricevitori sfasati permette di sapere da che parte sta girando il motore. Dati i ricevitori A e B, se il fronte di A sale prima del fronte di B allora il motore sta girando in un verso. Viceversa, se il fronte di B sale prima del fronte di A, allora il motore sta girando nel verso opposto.
Fotocellule
Section titled âFotocelluleâsensori ottici di presenza
Gli interruttori fotoelettrici (o fotocellule) sono sistemi costituiti da un emettitore e da un ricevitore di radiazioni luminose. Lâoggetto viene individuato dal cambiamento di stato del sensore.
Nella fotocellula a diffusione (riflessione diretta, tasteggio), emettitore e ricevitore sono allâinterno dello stesso involucro: se un oggetto passa in prossimitĂ della fotocellula, diffonde la radiazione luminosa emessa dallâemettitore e viene ricevuta dal ricevitore.
Nella fotocellula a retroriflessione (con catarifrangente), emettitore e ricevitore sono alloggiati in un unico involucro: la radiazione emessa viene riflessa da un catarifrangente posto ad una certa distanza. Se un oggetto si interpone tra involucro e il catarifrangente, interrompe la radiazione che non viene piĂš ricevuta dal ricevitore.
Nella fotocellula a barriera, emettitore e ricevitore sono in contenitori differenti posti lâuno di fronte allâaltro: se un oggetto si interpone tra i due, si interrompe la radiazione luminosa generando un cambiamento di stato nel ricevitore.
Ruota fonica
Section titled âRuota fonicaâSensori di prossimitĂ , sensori ad effetto Hall, encoder, fotocellule possono quindi essere usati per la misura di velocitĂ o di posizione relativa rotatoria. Indipendentemente dalla tecnologia impiegata, se un sensore viene usato in modo ON/OFF per la misura di velocitĂ o posizione relativa, si parla di ruota fonica.
Ruota fonica ottica: misura di velocitĂ
Section titled âRuota fonica ottica: misura di velocitĂ âUna ruota fonica ottica si ottiene in due modi:
- encoder ottico incrementale: si deriva la posizione e si ottiene la velocitĂ ,
- mettendo un marcatore catarifrangente su una ruota e rilevando il suo passaggio sul giro con un ricetrasmettitore.
Ruota fonica elettromagnetica: misura di velocitĂ
Section titled âRuota fonica elettromagnetica: misura di velocitĂ âLa ruota fonica è un disco metallico il cui bordo presenta una serie di denti. Questa ruota è calettata su un albero allo scopo di leggerne la velocitĂ di rotazione. La lettura avviene mediante un sensore affacciato sul bordo dentato, a distanza di pochi millimetri. Questo sensore (di tipo elettromagnetico o ad effetto Hall) legge i denti della ruota mentre questi gli passano davanti e genera un segnale elettrico oscillante, la cui frequenza è legata in modo diretto alla velocitĂ di rotazione dellâalbero.
Sensore di prossimitĂ
Section titled âSensore di prossimitĂ âInduttivi: a variazione di induttanza
Section titled âInduttivi: a variazione di induttanzaâIl sensore di prossimitĂ induttivo funziona con una variazione di induttanza.
La corrente elettrica che circola nella bobina, genera un campo elettromagnetico oscillante. Quando un oggetto metallico entra allâinterno del campo, le correnti parassite indotte fanno diminuire lâampiezza dellâoscillazione. Quando questa oscillazione diventa inferiore ad una certa soglia, il sensore commuta. Lâallontanarsi dellâoggetto metallico restituisce energia al campo elettromagnetico: lâampiezza dellâoscillazione del campo aumenta fintanto che, al di sopra di una certa soglia, il sensore commuta nuovamente, ritornando nello stato iniziale. Solamente un oggetto metallico genera correnti parassite sufficienti da far variare lâampiezza dellâoscillazione del campo magnetico generato dal sensore. Un sensore induttivo rileva solamente oggetti metallici e non è invece influenzato dalla presenza di altri materiali.
N.B. Lâinduttanza della bobina varia a seconda della distanza dalla superficie di un materiale ad elevata permeabilitĂ magnetica. Lâinduttanza aumenta al diminuire della distanza.
Capacitivi: a variazione di capacitĂ
Section titled âCapacitivi: a variazione di capacitĂ âIl sensore di prossimitĂ capacitivo funziona con una variazione di capacitĂ .
Un sensore di prossimità capacitivo è in grado di rilevare una variazione di capacità . Può essere impiegato per rilevare oggetti sia conduttivi che non conduttivi. La formula di partenza è:
Rispetto ai sensori di prossimitĂ induttivi, i sensori di prossimitĂ capacitivi sono limitati nella velocitĂ di commutazione (10-50 Hz), ma presentano altri vantaggi:
- portate nominali piĂš elevate (fino a 20 millimetri),
- possibilitĂ di rilevare oggetti non ferromagnetici,
- immunitĂ ai disturbi elettromagnetici.
I sensori di prossimitĂ sono usati anche come finecorsa per pistoni pneumatici.
Resolver ad induzione elettromagnetica
Section titled âResolver ad induzione elettromagneticaâIl resolver è un trasduttore di posizione angolare di alta precisione costituito da una particolare struttura elettromagnetica, simile a quella di una macchina sincrona ad eccitazione separata. Sullo statore sono distribuiti due avvolgimenti con assi a 90°. Sul rotore è posto un avvolgimento il eccitazione percorso da una corrente sinusoidale ad alta frequenza. Il flusso generato dal rotore si concatena con i due avvolgimenti di statore in proporzione rispettivamente al seno ed al coseno dellâangolo di posizione . Negli avvolgimenti di statore si generano quindi f.e.m. sinusoidali di ampiezza proporzionale rispettivamente a e . Le tensioni prodotte negli avvolgimenti di statore vengono elaborate da un circuito elettronico (spesso contenuto in un ASIC) che ne rivela le ampiezze relative, ricavandone la posizione angolare . Lo stesso circuito calcola anche la velocitĂ angolare . I resolver sono normalmente in grado di dare la misura dellâangolo q con alta risoluzione, tipicamente migliore di 6 primi di grado (ossia 6/60), equivalente a 12 bit e grande precisione. I resolver sopportano normalmente temperature e vibrazioni maggiori di quelle ammissibili per gli encoder.
LVDT ad induzione elettromagnetica
Section titled âLVDT ad induzione elettromagneticaâIl trasformatore differenziale è un sensore di tipo assoluto disponibile sia in versione rotativa (RVDT: Rotary Variable Differential Transformer) che lineare (LVDT: Linear Variable Differential Transformer).
Il trasformatore differenziale è un sensore âmodulanteâ in quanto richiede un generatore ausiliario per generare una tensione sinusoidale di âeccitazioneâ per il funzionamento del sensore.
Il Trasformatore Lineare Differenziale funziona in base al principio dellâinduzione elettromagnetica.
Dinamo tachimetrica ad induzione elettromagnetica
Section titled âDinamo tachimetrica ad induzione elettromagneticaâLa dinamo tachimetrica fornisce una tensione di uscita proporzionale alla velocitĂ di rotazione del sensore. Il principio di funzionamento corrisponde a quello del motore elettrico a corrente continua: la parte mobile del sensore è costituita da un circuito elettrico solidale alla parte di cui occorre misurare la velocitĂ . Il circuito elettrico è immerso in un campo magnetico fisso generato da un magnete permanente. Quando il circuito elettrico ruota si viene a generare una tensione ai capi di uscita proporzionale alla velocitĂ di rotazione del sensore.
La dinamo tachimetrica è un sensore di basso costo, fornisce unâinformazione assoluta e non necessita di una tensione di alimentazione.
La presenza di spazzole striscianti sul circuito elettrico, usate per prelevare il segnale, ne riduce lâaffidabilitĂ e allo stesso tempo peggiora la qualitĂ del segnale di uscita, caratterizzato da oscillazioni generate durante il passaggio delle spazzole sulle zone isolate del collettore.
Cella di carico: sensore di peso ad induzione elettromagnetica
Section titled âCella di carico: sensore di peso ad induzione elettromagneticaâLa cella di carico (load cell) è un sensore per la misura della forza peso. La struttura di un sensore di questo tipo può essere basata su sensori:
-
spostamento come LVDT,
-
deformazione come estensimetri,
-
deformazione come estensimetri,
-
piezoelettrici.
Estensimetro
Section titled âEstensimetroâsensore di deformazione a variazione di resistenza
Lâestensimetro, detto strain gauge, è un sensore che rileva deformazioni meccaniche trasformandole in variazioni di resistivitĂ .
La resistenza di un conduttore di resistività , lunghezza l e sezione S è:
Quando una forza agisce su un estensimetro, questo si deforma in modo tale che:
con sensibilitĂ .
Il materiale subisce una diminuzione della sua sezione pari a:
con modulo di Poisson.
Lâestensimetro è costituito da un materiale che può essere una lega metallica (estensimetri metallici) oppure un semiconduttore (estensimetri a semiconduttore) che sottoposto a deformazione modifica la sua resistivitĂ a causa della variazione della sua geometria.
Cella di carico: sensore di peso ad estensimetro
Section titled âCella di carico: sensore di peso ad estensimetroâLa cella di carico estensimetrica comprende invece, per esempio, quattro estensimetri posti lungo lâanello della cella. Gli estensimetri sono elettricamente connessi a ponte.
Sensori di pressione
Section titled âSensori di pressioneâSensori di pressione estensimetrici
Section titled âSensori di pressione estensimetriciâUn trasduttore di pressione converte la pressione in un segnale elettrico analogico. La conversione di pressione in un segnale elettrico viene ottenuta dalla deformazione fisica degli estensimetri connessi alla membrana del trasduttore di pressione e cablati in una configurazione a ponte di Wheatstone. La pressione applicata al trasduttore di pressione produce una flessione del diaframma che a sua volta porta alla deformazione degli estensimetri. La deformazione produrrĂ un cambiamento della resistenza elettrica proporzionale alla pressione.
Sensori di pressione piezoresistivi
Section titled âSensori di pressione piezoresistiviâUtilizzano un diaframma di misura a semiconduttore (silicio) con strutture diffuse in modo selettivo. Utilizzano lâeffetto piezoresistivo, basato sulla variazione della resistenza elettrica dei materiali di cui è composto il semiconduttore causata dal loro stiramento e compressione che influenza il movimento degli elettroni sotto stress meccanico.
Altri sensori:
- Finecorsa: interruttore meccanico,
- Sensore e banda magnetica: striscia magnetizzata a poli alterni,
- Multisensore ambientale: misura temperatura, pressione, umiditĂ ,
- Multisensore inerziale (IMU): misura accelerazione, velocitĂ angolare e campo magnetico,
- Telecamera industriale: controllo qualitĂ ,
- Lettore di barcode: gestione automatizzata magazzino,
- Laserscanner: guida autonomi di veicoli.
Volendo classificare i sensori in base alla grandezza che riescono a rilevare e non al fenomeno fisico utilizzato, si può scrivere.
| Grandezza fisica | Sensori |
|---|---|
| temperatura | termocoppie, termoresistenze, termopile |
| posizione lineare | sensori allâinfrarosso, sensori allâultrasuono, banda magnetica, LVDT, magnetostrittivi, ⌠|
| posizione rotativa | encoder, resolver, RVDT, telecamere, ⌠|
| velocitĂ indiretta | ruote foniche, effetto Doppler |
| velocitĂ rotativa diretta | dinamo tachimetrica |
| prossimitĂ | induttivi, capacitivi, magnetici, ultrasonici |
| presenza | fotocellule, reed, finecorsa elettromeccanici, telecamere, ⌠|
| deformazione | estensimetri metallici o a semiconduttore, sensori inerziali, sensori magnetostrittivi |
| peso | ad estensimetro, ad LVDT, ad elementi piezoelettrici |
| livello liquido | capacitivi, reed |
| pressione | ad estensimetro, ⌠|